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FORMAZIONE
DEI LACI NELL' UNIVERSITA' CATTOLICA (UNIVERSITA' DI MISSIONE )
NELLA REGIONE TOSCANA: UNA ESIGENZA PRIORITARIA
IL CONTRIBUTO DEL REV. DR. JUDE I. IBEGBU AL CONVEGNO DIOSESANO
SUL TEMA "LAICI IN MISSIONE"
VOLTERRA: 21-22-23 GIUGNO 2002
FORMAZIONE DEI LAICI NELL' UNIVERSITA' CATTOLICA (UNIVERSITA' DI
MISSIONE ) NELLA REGIONE TOSCANA: UNA ESIGENZA PRIORITARIA PER IL
PROSSIMO CONVEGNO SUL TEMA "LAICI IN MISSIONE "
Affinché il prossimo Convegno sul tema :"Laici in
Missione " possa realizzare il suo obiettivo, cioè aiutare
i nostri Laici ad intraprendere effettivamente la loro missione,
a mio avviso occorre dare priorità alla formazione dei laici
stessi in un'Università Cattolica (Università di missione)
che dovrebbe essere fondata per l' intera regione toscana. Si tratta
di un'esigenza pastorale ed una proposta di scelta di priorità
che vorrei suggerire per il prossimo convegno diocesano.
La valenza dell'Università Cattolica che deve offrire una
formazione integrale ai nostri giovani e allo stesso tempo prepararli
per la missione nel mondo è stata sottolineata dai Padri
del Vaticano II quando hanno scritto:"...l'Università
Cattolica deve effettuare una presenza, per così dire, pubblica,
costante ed universale del pensiero cristiano in tutto lo sforzo
dedicato a promuovere la cultura superiore, ed inoltre deve formare
in tal guisa tutti i suoi studenti, che essi diventino uomini veramente
insigni per sapere, pronti a svolgere compiti impegnativi nella
società e a testimoniare la loro fede di fronte al mondo."
(Gravissimum Educationis no. 10 a. la sottolineatura è opera
di chi scrive.)
Avendo sentito diverse proposte fatte in alcune riunioni, a cui
ho partecipato, in preparazione di questo Convegno, sono arrivato
alla conclusione che, mentre quasi tutti sono d'accordo che i laici
debbano intraprendere la missione, tanti hanno rilevato che la difficoltà
maggiore per realizzare questa missione da parte dei Laici è
la formazione missionaria.
Affinché i nostri Laici possano intraprendere la missione,
occorre prima di tutto che siano formati. Senza una formazione equilibrata
cioè una formazione integrale e missionaria che, pur non
trascurando la dimensione culturale, deve dare un' importanza adeguata
alla formazione morale, religiosa e missionaria; i nostri laici
non possono intraprendere effettivamente la loro missione.
Ovviamente, finora abbiamo utilizzato nella nostra Diocesi diversi
ambienti per una formazione laicale:la famiglia, la parrocchia,
la scuola sia statale che cattolica, associazioni di volontariato
ecc.
Pur non negando l'importanza di questi luoghi per la formazione,
occorre comunque chiederci se sono sufficienti oggi per soddisfare
l'esigenza pastorale della formazione dei nostri laici per la loro
missione nella nostra Regione.
Oltre la formazione nella parrocchia (con questa intendo soprattutto
l'amministrazione dei sacramenti, l'omelia, la scuola della parola,
associazioni di volontariato che fanno opera di misericordia ecc),
la scuola cattolica e l'ora di religione nella scuola statale che
non devono essere trascurate, occorre una formazione a livello universitario
mirata alla missione laicale.
Riflettendo sull'esigenza della missione che il nostro Vescovo ha
sottolineato nella sua lettera quando ha scritto:"la nostra
Chiesa di Volterra si trova in una situazione di missione."(M.
Bianchi, Lettera ai Cristiani della Chiesa di Volterra "Il
Seminatore usci' a seminare, p. 3) e sui diversi mezzi di formazione
che abbiamo usato fino adesso e studiando l'ambiente in cui la Chiesa
di Volterra si trova, cioè la regione Toscana, ho notato
che manca in questa nostra zona non soltanto un'Università
Cattolica, cioè un'università con ispirazione cattolica,
ma anche un'università che possa rispondere all'esigenza
della formazione dei nostri Laici affinché possano intraprendere
la loro missione.
Tale Università, che chiamerei "Università della
missione," è oggi a mio parere una necessità.
La Parrocchia di Miemo nell' suo documento intotolato: Predicare
il Vangelo sulla "Strada" e per questo Fine formare Laici
nella Univerità della Missione: Il Contributo della Parrocchia
di Miemo al Convegno Diocesano sul Tema "Laici in Missione,"
ha fra l'altro affermato l'importanza di una tale Università.
Infatti ha scritto: "Riteniamo che questa sia un'esigenza pastorale
da proporre come scelta prioritaria da discutere al prossimo Convegno.
Costituisce uno dei mezzi necessari oggi nel nostro territorio per
raggiungere l'obiettivo cioè la missione laicale nel mondo."(Parrocchia
di Miemo, Predicare il Vangelo sulla "Strada" e per questo
Fine formare laici nella Università della Missione: Il Contributo
della Parrocchia di Miemo al Convegno Diocesano sul Tema "Laici
in Missione" Volterra : 21-22-23 giugno 2002, p. 1.
Non soltanto essa è una necessità nella nostro territorio
ma costituisce anche il diritto della Chiesa cattolica per compiere
la sua missione dell' evangelizzazione nel mondo. Così Papa
Giovanni Paolo II ha scritto:"Per eseguire il ministero dell'
evangelizzazione dato alla Chiesa da Cristo, la Chiesa ha diritto
e dovere di fondare e promuovere le Università e le Facoltà
che dipendono da se stessa." (John Paul II, Supreme Pontiff,
Apostolic Constitution Sapientia Christiana On Ecclesiatical Universities
and Faculties: Norms of Application of the Sacred Congregation for
Catholic Education for the correct Implementation of the Apostolic
Constitution Sapientia Christiana, (Vatican Polyglot Press, art.
1, p. 19 La traduzione è di chi scrive).
Inoltre, il diritto di fondare un Università Cattolica scaturisce
dal diritto alla libertà religiosa della chiesa "Libertas
Ecclesiae", che inter alia comprende il diritto d'ogni comunità
religiosa di amministrare i propri affari senza interferenze da
parte dello Stato.
Istituire un'Università cattolica si fonda inoltre sulla
libertà di coscienza d'ogni persona. A questo proposito I
Padri del Concilio Vaticano II hanno scritto:"...questo Sinodo
ribadisce il diritto della Chiesa a fondare liberamente e a dirigere
le scuole di qualsiasi ordine e grado....e ricorda che l'esercizio
di un tale diritto moltissimo contribuisce anche alla tutela della
libertà di coscienza e dei diritti dei genitori come pure
allo stesso progresso culturale."(Ibid., no. 8b).
Il diritto di istituire un'Università Cattolica è
fondato sulla libertà degli individui e degli enti di fondare
e dirigere istituti d'istruzione.
( Cf. Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali
New York, 16 dicembre 1966 art. 13 comma 4). L'esercizio di questo
diritto garantisce il pluralismo nel campo dell'istruzione, che
costituisce un elemento importante della democrazia. D'altronde
la mancanza del pluralismo scolastico equivale al monopolio dell'istruzione
da parte dello Stato che si oppone al sistema democratico.
Il pluralismo nel campo dell'educazione a sua volta assicura l'esercizio
del diritto dei genitori a scegliere la scuola (ma anche l'università)
per i loro figli. Così l' articolo 13 paragrafo 3 del Patto
Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali stabilisce:"Gli
Stati parti del presente Patto s'impegnano a rispettare la libertà
dei genitori e, ove del caso, dei tutori legali, di scegliere per
i figli scuole diverse da quelle istituite dalle autorità
pubbliche, purché conformi ai requisiti fondamentali che
possono essere prescritti o approvati dallo Stato in materia d'istruzione,
e di curare l'educazione religiosa e morale dei figli in conformità
alle proprie convinzioni." (Ibid., art. 13 comma 3).
Da quanto sopra detto emerge chiaramente il nostro diritto a fondare
un'Università Cattolica nella nostra Regione Toscana.
Ma quale sarebbe la sua importanza?
La prima ragione è di formare i laici affinché possano
intraprendere la missione nel mondo. Per raggiungere questo scopo
l'Università cattolica è indispensabile.
Inoltre, essa costituisce il più alto ed ultimo grado di
studio e il più importante luogo della formazione dei giovani.
I giovani che frequentano l'Università ne escono con un'ideologia
formata in rapporto a quella che guida tale Università.
Senza entrare a giudicare la natura dell'ideologia delle Università
che si trovano soprattutto nella nostra regione, rimane il fatto
che non abbiamo nella regione Toscana un' Università con
indirizzo cattolico. La conseguenza è che tanti giovani escono
dall'Università con una conoscenza molto alta della scienza
umana ma con una conoscenza e formazione religiosa molto inferiore.
La vera formazione (formazione integrale della persona) comprende
non solamente l'aspetto intellettuale, scientifico, economico, sociale
ecc ma deve curare anche l'aspetto religioso e morale della persona
umana. Senza tale formazione continueremo ad avere gli studenti
con grande scienza umana ma il cui livello di formazione religiosa
e morale è molto basso.
Per di più, l'Università è sempre considerata
come il luogo dove sono formati quelli che saranno il fior fiore
della società. Coloro che n'escono sono quelli che dirigono
e influenzano la società sia nei suoi diversi settori sia
come una comunità politica. Ma se attualmente non abbiamo
l'Università Cattolica che assicura la formazione integrale
(che comprende la formazione morale e religiosa) dei nostri giovani
come possiamo dire che le Università che abbiamo adesso nella
nostra regione veramente producono il fior fiore della Società?
Inoltre come possiamo dire che i prodotti di tali Università
diventeranno missionari nei loro ambienti dove si troveranno?
Comunque avere l'Università Cattolica non vuole dire che
la Chiesa strumentalizzi l'Università per il suo scopo religioso.
Nell'Università Cattolica le varie discipline mantengono
i propri principi, altrimenti la qualità dell' insegnamento
e degli studenti che ne escono sarà minata e l'Università
cattolica smetterà di essere il luogo della formazione integrale
ed ottima della persona per la quale è storicamente nota.
I Padri del Concilio Vaticano II hanno affermato questo fatto quando
hanno scritto:"...la Chiesa ha grande cura ...delle Università
e delle Facoltà. Anzi in tutte quelle che da esse dipendono,
mira organicamente a che le varie discipline siano coltivate secondo
i propri principi e il proprio metodo, in quella libertà
propria della ricerca scientifica, in maniera che se ne abbia una
sempre più profonda comprensione e, indagando accuratamente
le nuove questioni e ricerche poste dall'età che si evolve,
si colga più chiaramente come Fede e Ragione si incontrino
nell'unica verità, seguendo le orme dei Dottori della Chiesa,
specialmente di S. Tommaso d'Aquino." (Dichiarazione su "L'Educazione
Cristiana" "Gravissimum Educationis" del 28 ottobre
1965, no. 10 a.)
Se vogliamo che i Laici partecipino alla missione, occorre che siano
formati per questo scopo. Per raggiungerlo occorre un'università
che non solo deve avere l'inspirazione cattolica, ma anche, come
scopo specifico, la formazione dei Laici per la missione.
Tale Università, per raggiungere lo scopo previsto, deve
produrre laureati di ottimo grado in ogni disciplina. Cioè
non solamente deve fare concorrenza con le altre Università
sia dello Stato sia private ma deve primeggiare su esse. Mi spiego,
tale Università deve offrire una formazione intellettuale
di ottimo grado in diverse discipline. Il fatto che sia un'Università
cattolica e l'Università della missione non deve sminuire
la qualità del'insegnamento scientifico nelle scienze umane
che offre. Anzi per giustificare la sua missione, deve fornire ai
giovani una formazione eccellente in ogni disciplina. I Padri del
Concilio Vaticano II nel documento Gravissimum Educationis hanno
stabilito:"...l'Università Cattolica deve effettuare
una presenza, per così dire, pubblica, costante ed universale
del pensiero cristiano in tutto lo sforzo dedicato a promuovere
la cultura superiore, ed inoltre deve formare in tal guisa tutti
i suoi studenti, che essi diventino uomini veramente insigni per
sapere, pronti a svolgere compiti impegnativi nella società
e a testimoniare la loro fede di fronte al mondo." (Gravissimum
Educationis no. 10 a. La sottolineatura è opera di chi scrive.)
Ancora I Padri del Concilio Vaticano II hanno scritto:"Il Sacrosanto
Sinodo raccomanda vivamente di sviluppare le Università e
le Facoltà cattoliche... ma esse più che per il numero,
dovranno distinguersi per l'impegno culturale."(Ibid., no.
10c).
Non solo gli studenti di tale Università dovranno essere
formati adeguatamente dal punto di vista intellettuale per svolgere
bene i loro compiti nei diversi ambienti di lavoro nel mondo ma
dovranno anche essere in grado di "testimoniare la loro fede
di fronte al mondo" Gravissimum Educationis no. 10 a.), Per
poter raggiungere questo scopo devono allora essere preparati. Dunque
i prodotti di quest'Università saranno i missionari nei diversi
ambienti in cui si troveranno, cioè nella famiglia, nel luogo
di lavoro, nella scuola e nelle altre Università come Insegnanti
e Professori Universitari, nelle ditte, negli ospedali come medici
ecc. Mentre eseguiranno il loro lavoro normale, allo stesso tempo
dovranno trasmettere nel loro ambiente i valori evangelici, non
solo tramite la testimonianza di una vita cristiana vissuta nel
modo esemplare ma anche con la predicazione del vangelo, cioè
devono fare proselitismo pur rispettando la libertà religiosa
altrui.
Dal momento che i Padre del Concilio Vaticano II hanno scritto:"Il
Sacrosanto Sinodo raccomanda vivamente di sviluppare le Università
e le Facoltà cattoliche, distribuendole convenientemente
nelle diverse parti del mondo...."(Ibid., no. 10 c) e data
la necessità di una formazione duratura e permanente, allora
l'assenza di un'Università Cattolica nella nostra Regione
richiede di fondare una al più presto possibile.
Una delle difficoltà che potrà incontrare la fondazione
di tale Università sono le "risorse." Esiste già
una ambiente molto adatto per costruire tale Università,
cioè la Colonia "S. Maria Goretti" che si trova
a Marina di Cecina. Si potrebbe iniziare con questo ambiente.
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