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I l CONFLITTO NEL MEDIO ORIENTE DAL PUNTO DI VISTA DIRITTO INTERNAZIONALE

FORMAZIONE DEI LACI NELL' UNIVERSITA' CATTOLICA (UNIVERSITA' DI MISSIONE ) NELLA REGIONE TOSCANA: UNA ESIGENZA PRIORITARIA PER IL PROSSIMO CONVEGNO SUL TEMA "LAICI IN MISSIONE "

I l CONFLITTO NEL MEDIO ORIENTE DAL PUNTO DI VISTA DIRITTO INTERNAZIONALE


JUDE IBEGBU
PH.B., ST.B., ST.D., JU.D. (Utroque Iure)

Il conflitto nel medio Oriente ha due implicazioni importanti dal punto di vista diritto internazionale. La prima riguarda l'assedio degli Israeliani alla Chiesa delle Natività dove sono rifugiati i palestinesi e la questione se adesso si può affermare che esiste un nuovo diritto alla libertà religiosa: chi si rifugia nel luogo di culto oppure nella Chiesa di Natività non deve essere toccato. La seconda è che il conflitto costituisce una sfida per l'ONU.
Il fatto che gli Israeliani (che sono le vittime del terrorismo d'alcuni Palestinesi) non siano potuti entrare nella Chiesa della Natività dove è nato Gesù-che per Giudei non é il salvatore che deve venire e per Palestinesi è un profeta meno importante di Mohamed) segna la nascita di un nuovo diritto della libertà religiosa: il diritto dei rifugiati che si rifugiano in un luogo sacro - in questo caso la Chiesa cristiana- a non essere toccati.
Si paragona dunque con la prassi di alcuni perseguitati di rifugiarsi nell'ambasciata di altri paesi e sono di solito protetti perché si trovano nel territorio di un altro paese. Si tratta della sovranità territoriale di cui godano tutte le ambasciate che si trovano nei diversi paesi del mondo.
Anche se i seguaci delle religioni islamica e del giudaismo negano la superiorità e verità della religione cristiana di fatto riconoscono con questo loro atteggiamento che davvero il luogo dove è nato Gesù è il luogo sacro dove si può rifugiare anche se è un terrorista e non deve essere toccato finché sta dentro tale luogo sacro.
Si può analogamente parlare di "sovranità territoriale" del luogo di culto di ogni Chiesa cristiana oppure "della Chiesa della Natività," oppure di "ogni luogo di culto" indipendentemente della religione?
Inoltre, il fatto che I Palestinesi, pur non avendo tanta fede in Gesù si siano rifugiati nella Chiesa della Natività e che gli Israeliani con i loro carri armati non abbiano fino adesso osato di entrarci- anche se per paura dell'eventuale reazione da parte del mondo cristiano-segna che esiste adesso un nuovo diritto della libertà religiosa (di cui il fonte può essere la consuetudine internazionale) cioè il diritto di chi si rifugia nel luogo sacro (il luogo di culto) di non essere toccato.
In ultimo, il conflitto nel medio oriente costituisce una sfida per l'ONU. Oggi, si parla del principio dell' obbligo erga omnes dei diritti umani, che comporta il diritto della comunità internazionale ad intervenire anche militarmente quando i diritti umani( cioè il diritto alla vita ) vengono gravemente, continuamente e in misura massicce violati.
Una tragedia come quella del medio oriente in cui vi sono stati molte vittime da entrambi le parti (israeliani e palestinesi ) pone una sfida alla comunità internazionale e in particolare all'ONU che rappresenta tale comunità, dal momento che non hanno saputo o potuto risolvere il conflitto né politicamente né con intervento umanitario.
La minaccia da parte di uno dei paesi membri permanenti dell'ONU di usare il suo potere di veto per impedire ogni decisione da parte del Consiglio di Sicurezza dell'ONU per l'intervento umanitario volto a salvaguardare il diritto alla vita di esseri umani costituisce una chiara evidenza che la Carte dell'ONU è superato e richiede una riforma su cui quasi tutto sono d'accordo, ma per la quale di fatto finora non è stata presa nessuna decisione concreta per realizzarla, anche se questo tema ha avuto una parte importante durante l'Assemblea Generale dell'ONU del Millennio 2000.


FORMAZIONE DEI LACI NELL' UNIVERSITA' CATTOLICA (UNIVERSITA' DI MISSIONE ) NELLA REGIONE TOSCANA: UNA ESIGENZA PRIORITARIA


IL CONTRIBUTO DEL REV. DR. JUDE I. IBEGBU AL CONVEGNO DIOSESANO SUL TEMA "LAICI IN MISSIONE"


VOLTERRA: 21-22-23 GIUGNO 2002


FORMAZIONE DEI LAICI NELL' UNIVERSITA' CATTOLICA (UNIVERSITA' DI MISSIONE ) NELLA REGIONE TOSCANA: UNA ESIGENZA PRIORITARIA PER IL PROSSIMO CONVEGNO SUL TEMA "LAICI IN MISSIONE "

Affinché il prossimo Convegno sul tema :"Laici in Missione " possa realizzare il suo obiettivo, cioè aiutare i nostri Laici ad intraprendere effettivamente la loro missione, a mio avviso occorre dare priorità alla formazione dei laici stessi in un'Università Cattolica (Università di missione) che dovrebbe essere fondata per l' intera regione toscana. Si tratta di un'esigenza pastorale ed una proposta di scelta di priorità che vorrei suggerire per il prossimo convegno diocesano.
La valenza dell'Università Cattolica che deve offrire una formazione integrale ai nostri giovani e allo stesso tempo prepararli per la missione nel mondo è stata sottolineata dai Padri del Vaticano II quando hanno scritto:"...l'Università Cattolica deve effettuare una presenza, per così dire, pubblica, costante ed universale del pensiero cristiano in tutto lo sforzo dedicato a promuovere la cultura superiore, ed inoltre deve formare in tal guisa tutti i suoi studenti, che essi diventino uomini veramente insigni per sapere, pronti a svolgere compiti impegnativi nella società e a testimoniare la loro fede di fronte al mondo." (Gravissimum Educationis no. 10 a. la sottolineatura è opera di chi scrive.)
Avendo sentito diverse proposte fatte in alcune riunioni, a cui ho partecipato, in preparazione di questo Convegno, sono arrivato alla conclusione che, mentre quasi tutti sono d'accordo che i laici debbano intraprendere la missione, tanti hanno rilevato che la difficoltà maggiore per realizzare questa missione da parte dei Laici è la formazione missionaria.
Affinché i nostri Laici possano intraprendere la missione, occorre prima di tutto che siano formati. Senza una formazione equilibrata cioè una formazione integrale e missionaria che, pur non trascurando la dimensione culturale, deve dare un' importanza adeguata alla formazione morale, religiosa e missionaria; i nostri laici non possono intraprendere effettivamente la loro missione.
Ovviamente, finora abbiamo utilizzato nella nostra Diocesi diversi ambienti per una formazione laicale:la famiglia, la parrocchia, la scuola sia statale che cattolica, associazioni di volontariato ecc.
Pur non negando l'importanza di questi luoghi per la formazione, occorre comunque chiederci se sono sufficienti oggi per soddisfare l'esigenza pastorale della formazione dei nostri laici per la loro missione nella nostra Regione.
Oltre la formazione nella parrocchia (con questa intendo soprattutto l'amministrazione dei sacramenti, l'omelia, la scuola della parola, associazioni di volontariato che fanno opera di misericordia ecc), la scuola cattolica e l'ora di religione nella scuola statale che non devono essere trascurate, occorre una formazione a livello universitario mirata alla missione laicale.
Riflettendo sull'esigenza della missione che il nostro Vescovo ha sottolineato nella sua lettera quando ha scritto:"la nostra Chiesa di Volterra si trova in una situazione di missione."(M. Bianchi, Lettera ai Cristiani della Chiesa di Volterra "Il Seminatore usci' a seminare, p. 3) e sui diversi mezzi di formazione che abbiamo usato fino adesso e studiando l'ambiente in cui la Chiesa di Volterra si trova, cioè la regione Toscana, ho notato che manca in questa nostra zona non soltanto un'Università Cattolica, cioè un'università con ispirazione cattolica, ma anche un'università che possa rispondere all'esigenza della formazione dei nostri Laici affinché possano intraprendere la loro missione.
Tale Università, che chiamerei "Università della missione," è oggi a mio parere una necessità. La Parrocchia di Miemo nell' suo documento intotolato: Predicare il Vangelo sulla "Strada" e per questo Fine formare Laici nella Univerità della Missione: Il Contributo della Parrocchia di Miemo al Convegno Diocesano sul Tema "Laici in Missione," ha fra l'altro affermato l'importanza di una tale Università. Infatti ha scritto: "Riteniamo che questa sia un'esigenza pastorale da proporre come scelta prioritaria da discutere al prossimo Convegno. Costituisce uno dei mezzi necessari oggi nel nostro territorio per raggiungere l'obiettivo cioè la missione laicale nel mondo."(Parrocchia di Miemo, Predicare il Vangelo sulla "Strada" e per questo Fine formare laici nella Università della Missione: Il Contributo della Parrocchia di Miemo al Convegno Diocesano sul Tema "Laici in Missione" Volterra : 21-22-23 giugno 2002, p. 1.
Non soltanto essa è una necessità nella nostro territorio ma costituisce anche il diritto della Chiesa cattolica per compiere la sua missione dell' evangelizzazione nel mondo. Così Papa Giovanni Paolo II ha scritto:"Per eseguire il ministero dell' evangelizzazione dato alla Chiesa da Cristo, la Chiesa ha diritto e dovere di fondare e promuovere le Università e le Facoltà che dipendono da se stessa." (John Paul II, Supreme Pontiff, Apostolic Constitution Sapientia Christiana On Ecclesiatical Universities and Faculties: Norms of Application of the Sacred Congregation for Catholic Education for the correct Implementation of the Apostolic Constitution Sapientia Christiana, (Vatican Polyglot Press, art. 1, p. 19 La traduzione è di chi scrive).
Inoltre, il diritto di fondare un Università Cattolica scaturisce dal diritto alla libertà religiosa della chiesa "Libertas Ecclesiae", che inter alia comprende il diritto d'ogni comunità religiosa di amministrare i propri affari senza interferenze da parte dello Stato.
Istituire un'Università cattolica si fonda inoltre sulla libertà di coscienza d'ogni persona. A questo proposito I Padri del Concilio Vaticano II hanno scritto:"...questo Sinodo ribadisce il diritto della Chiesa a fondare liberamente e a dirigere le scuole di qualsiasi ordine e grado....e ricorda che l'esercizio di un tale diritto moltissimo contribuisce anche alla tutela della libertà di coscienza e dei diritti dei genitori come pure allo stesso progresso culturale."(Ibid., no. 8b).
Il diritto di istituire un'Università Cattolica è fondato sulla libertà degli individui e degli enti di fondare e dirigere istituti d'istruzione.
( Cf. Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali New York, 16 dicembre 1966 art. 13 comma 4). L'esercizio di questo diritto garantisce il pluralismo nel campo dell'istruzione, che costituisce un elemento importante della democrazia. D'altronde la mancanza del pluralismo scolastico equivale al monopolio dell'istruzione da parte dello Stato che si oppone al sistema democratico.
Il pluralismo nel campo dell'educazione a sua volta assicura l'esercizio del diritto dei genitori a scegliere la scuola (ma anche l'università) per i loro figli. Così l' articolo 13 paragrafo 3 del Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali stabilisce:"Gli Stati parti del presente Patto s'impegnano a rispettare la libertà dei genitori e, ove del caso, dei tutori legali, di scegliere per i figli scuole diverse da quelle istituite dalle autorità pubbliche, purché conformi ai requisiti fondamentali che possono essere prescritti o approvati dallo Stato in materia d'istruzione, e di curare l'educazione religiosa e morale dei figli in conformità alle proprie convinzioni." (Ibid., art. 13 comma 3).
Da quanto sopra detto emerge chiaramente il nostro diritto a fondare un'Università Cattolica nella nostra Regione Toscana.
Ma quale sarebbe la sua importanza?
La prima ragione è di formare i laici affinché possano intraprendere la missione nel mondo. Per raggiungere questo scopo l'Università cattolica è indispensabile.
Inoltre, essa costituisce il più alto ed ultimo grado di studio e il più importante luogo della formazione dei giovani. I giovani che frequentano l'Università ne escono con un'ideologia formata in rapporto a quella che guida tale Università.
Senza entrare a giudicare la natura dell'ideologia delle Università che si trovano soprattutto nella nostra regione, rimane il fatto che non abbiamo nella regione Toscana un' Università con indirizzo cattolico. La conseguenza è che tanti giovani escono dall'Università con una conoscenza molto alta della scienza umana ma con una conoscenza e formazione religiosa molto inferiore.
La vera formazione (formazione integrale della persona) comprende non solamente l'aspetto intellettuale, scientifico, economico, sociale ecc ma deve curare anche l'aspetto religioso e morale della persona umana. Senza tale formazione continueremo ad avere gli studenti con grande scienza umana ma il cui livello di formazione religiosa e morale è molto basso.
Per di più, l'Università è sempre considerata come il luogo dove sono formati quelli che saranno il fior fiore della società. Coloro che n'escono sono quelli che dirigono e influenzano la società sia nei suoi diversi settori sia come una comunità politica. Ma se attualmente non abbiamo l'Università Cattolica che assicura la formazione integrale (che comprende la formazione morale e religiosa) dei nostri giovani come possiamo dire che le Università che abbiamo adesso nella nostra regione veramente producono il fior fiore della Società? Inoltre come possiamo dire che i prodotti di tali Università diventeranno missionari nei loro ambienti dove si troveranno?
Comunque avere l'Università Cattolica non vuole dire che la Chiesa strumentalizzi l'Università per il suo scopo religioso. Nell'Università Cattolica le varie discipline mantengono i propri principi, altrimenti la qualità dell' insegnamento e degli studenti che ne escono sarà minata e l'Università cattolica smetterà di essere il luogo della formazione integrale ed ottima della persona per la quale è storicamente nota. I Padri del Concilio Vaticano II hanno affermato questo fatto quando hanno scritto:"...la Chiesa ha grande cura ...delle Università e delle Facoltà. Anzi in tutte quelle che da esse dipendono, mira organicamente a che le varie discipline siano coltivate secondo i propri principi e il proprio metodo, in quella libertà propria della ricerca scientifica, in maniera che se ne abbia una sempre più profonda comprensione e, indagando accuratamente le nuove questioni e ricerche poste dall'età che si evolve, si colga più chiaramente come Fede e Ragione si incontrino nell'unica verità, seguendo le orme dei Dottori della Chiesa, specialmente di S. Tommaso d'Aquino." (Dichiarazione su "L'Educazione Cristiana" "Gravissimum Educationis" del 28 ottobre 1965, no. 10 a.)
Se vogliamo che i Laici partecipino alla missione, occorre che siano formati per questo scopo. Per raggiungerlo occorre un'università che non solo deve avere l'inspirazione cattolica, ma anche, come scopo specifico, la formazione dei Laici per la missione.
Tale Università, per raggiungere lo scopo previsto, deve produrre laureati di ottimo grado in ogni disciplina. Cioè non solamente deve fare concorrenza con le altre Università sia dello Stato sia private ma deve primeggiare su esse. Mi spiego, tale Università deve offrire una formazione intellettuale di ottimo grado in diverse discipline. Il fatto che sia un'Università cattolica e l'Università della missione non deve sminuire la qualità del'insegnamento scientifico nelle scienze umane che offre. Anzi per giustificare la sua missione, deve fornire ai giovani una formazione eccellente in ogni disciplina. I Padri del Concilio Vaticano II nel documento Gravissimum Educationis hanno stabilito:"...l'Università Cattolica deve effettuare una presenza, per così dire, pubblica, costante ed universale del pensiero cristiano in tutto lo sforzo dedicato a promuovere la cultura superiore, ed inoltre deve formare in tal guisa tutti i suoi studenti, che essi diventino uomini veramente insigni per sapere, pronti a svolgere compiti impegnativi nella società e a testimoniare la loro fede di fronte al mondo." (Gravissimum Educationis no. 10 a. La sottolineatura è opera di chi scrive.) Ancora I Padri del Concilio Vaticano II hanno scritto:"Il Sacrosanto Sinodo raccomanda vivamente di sviluppare le Università e le Facoltà cattoliche... ma esse più che per il numero, dovranno distinguersi per l'impegno culturale."(Ibid., no. 10c).
Non solo gli studenti di tale Università dovranno essere formati adeguatamente dal punto di vista intellettuale per svolgere bene i loro compiti nei diversi ambienti di lavoro nel mondo ma dovranno anche essere in grado di "testimoniare la loro fede di fronte al mondo" Gravissimum Educationis no. 10 a.), Per poter raggiungere questo scopo devono allora essere preparati. Dunque i prodotti di quest'Università saranno i missionari nei diversi ambienti in cui si troveranno, cioè nella famiglia, nel luogo di lavoro, nella scuola e nelle altre Università come Insegnanti e Professori Universitari, nelle ditte, negli ospedali come medici ecc. Mentre eseguiranno il loro lavoro normale, allo stesso tempo dovranno trasmettere nel loro ambiente i valori evangelici, non solo tramite la testimonianza di una vita cristiana vissuta nel modo esemplare ma anche con la predicazione del vangelo, cioè devono fare proselitismo pur rispettando la libertà religiosa altrui.
Dal momento che i Padre del Concilio Vaticano II hanno scritto:"Il Sacrosanto Sinodo raccomanda vivamente di sviluppare le Università e le Facoltà cattoliche, distribuendole convenientemente nelle diverse parti del mondo...."(Ibid., no. 10 c) e data la necessità di una formazione duratura e permanente, allora l'assenza di un'Università Cattolica nella nostra Regione richiede di fondare una al più presto possibile.
Una delle difficoltà che potrà incontrare la fondazione di tale Università sono le "risorse." Esiste già una ambiente molto adatto per costruire tale Università, cioè la Colonia "S. Maria Goretti" che si trova a Marina di Cecina. Si potrebbe iniziare con questo ambiente.